domenica 16 dicembre 2018

Happy Birthday, Adriano!



Arrivai a Milano e subito ebbi un'illuminazione. Passai davanti a quella che - se la memoria nn mi ingabbi - doveva essere casa di Pio, un membro della compagnia delle Indie, il nostro gruppo di amici. Guardai il mio nuovissimo smartphone, consultai i risultati della serie A e mi rilassai. Mi concentrai tantissimo, nn volevo essere colto impreparato. Poi respirai profondamente e riflettei. A quel punto spensi decisi di fare 1 squillo a Pio, dj Pio. Attesi alcuni secondi.
- Adriano?
- Yes
- Mi cercavi?
- Yes
- Cosa volevi?
- Da quanto sono mega, ho vinto il premio Strega!
- Ahahahah
- Al top non stop
- Cosa volevi?
- Nn te lo posso dire
- Perché?
- Perché lo faiii disperata ragazza miaaa
- Grande, Adrià
- Sei a casa?
- Sì
- Allora scendi ke ti devo dare alcune camicie ke nn uso più
- A me?
- Dai veloce ke ce le ho in macchina, son sotto casa tua
- Ora?
- Muoversi!
- Adrià ora nn sono a casa
- Ma se hai detto d sì
- No, sono con 1 tipa
- Smettila
- Davvero Adriano
- Dai veloce che nn devo tenermi in macchina tutta questa roba ke sembro rappresentante di camicie
- Ahahah
- Ora!
- Nemmeno mi staranno, Adrià, io ho taglie forti
- D forte tu conosci solo forte Apache ahahah
- Ahahah
- Cmq nn posso, sono con questa tipa... Forse riesco a combinare qualcosa
- Io vado allora, peggio per te
Ma non ripartii con il mio bolide. Sembravo il classico figo dei telefilm, ma + tonico.
Xké dj Pio, il dj + all'asciutto d Milano e provincia, mi stava mentendo? Cominciai a sospettare anche di lui. Nn era forse stato la prima vittima del temibile killer della Compagnia delle Indie (il nostro gruppo di amici)? E ki era la misteriosa donna in sua compagnia?
In tutto questo trambusto, non avevo avuto nemmeno il tempo di pensare a me. Ero vittima dei miei assurdi pensieri che volteggiavano incessantemente in quella simbiotica giostra chiamata paranoia. Non c'era più tempo per abbandonarsi ai ricordi, per riflettere sul giorno del mio compleanno, al fatto che stavolta non avevo organizzato alcuna festa. Eravamo tutti divenuti grandi, finalmente? Pensai, in cuor mio, la faremo qualche giorno dopo. Ma la verità è che il freddo aveva preso il sopravvento, forse non soltanto avvolgendo Milano ma insediandosi anche nei labirinti dell'animo, troppo spesso impenetrabili. E da solo, in macchina, durante questa lunga notte, non me la sentivo di tornare a casa. Sarei dovuto crollare ma non avvertivo alcuna stanchezza, attendevo solo il puntale ritorno dell'alba, come se potesse scacciare via i miei demoni, una volta per tutte. I vetri offuscati da una leggera brina seguivano il consueto copione, le mie mani non avrebbero dovuto essere così gelide, eppure la cosa non mi meravigliò. Chi era stato a dire che essere adulti è essere soli, Jean Rostand mi pare. Beh, amico, forse hai ragione. Ma quel parcheggio sotto casa di Pio era così pieno di macchine e al tempo stesso così vuoto che, se fosse stata la scena di un film, avrebbe fatto ridere e piangere al tempo stesso. Io, la mia vettura, e tutte quelle camicie. Quelle nuovissime, costosissime, fottutissime camicie.
Adriano

Nessun commento:

Posta un commento